Mercoledì 14 Luglio 2021

Natalia Ginzburg

Natalia Ginzburg (nata con il nome Natalia Levi) nasce a Palermo il 14 luglio 1916. Il padre è il celebre scienziato ebreo Giuseppe Levi e la madre è la milanese Lidia Tanzi. Il padre, oltre a essere un grande scienziato (tra i suoi allievi illustri ricordiamo Rita Levi-Montalcini), è anche un professore universitario che condivide gli ideali antifascisti. Per la loro opposizione al regime fascista, Giuseppe Levi e i suoi tre figli maschi, vengono arrestati e processati. Natalia quindi trascorre la sua infanzia in un'epoca difficile, la quale è caratterizzata dall'affermazione del regime fascista al potere e dall'emarginazione della popolazione ebraica. La giovane cresce in un ambiente culturale e intellettuale antifascista e si abitua presto ai continui controlli che la polizia fascista effettua nella sua abitazione. In tenera età assiste dunque anche all'arresto del padre e dei suoi fratelli. Nel 1947 scrive il romanzo, "E' stato così", in cui racconta i momenti difficili che ha dovuto affrontare sotto il regime di Mussolini. Questo testo letterario riceve anche l'importante premio Tempo. Tre anni dopo sposa Gabriele Baldini, docente universitario di letteratura inglese e direttore dell'Istituto Italiano di Cultura avente sede a Londra. Dalla loro unione nascono due bambini, Susanna e Antonio, che purtroppo ben presto presentano problemi di salute. Tra il 1952 e il 1957 la produzione letteraria di Natalia Ginzburg è intensa; tra i suoi testi si ricordano: "Tutti i nostri ieri", "Valentino", con cui vince anche l'importante premio Viareggio, e "Sagittario". Negli anni Sessanta pubblica anche altri romanzi come "Le voci della sera", "Cinque romanzi brevi", "Le piccole virtù" e il celebre "Lessico famigliare", in cui descrive episodi di vita quotidiana della sua famiglia natale; il padre Giuseppe è il personaggio principale del romanzo. Tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta traduce un'altra opera di Marcel Proust, "La strada di Swann" e scrive numerosi romanzi, tra cui si ricordano: "Mai devi domandarmi", "Vita immaginaria", "Caro Michele", "Famiglia", "La città e la casa" e "La famiglia Manzoni". Dopo aver finito di tradurre "Una vita", romanzo scritto dall'autore francese Guy de Maupassant, Natalia Ginzburg muore nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 1991, all'età di 75 anni.


UNA SUA FRASE
"E io intanto mi disinnamoravo. Ma disinnamorarsi è bruttissimo, tutti gli uomini ti sembrano scemi, non sai dove si sono ficcati quelli che ti possono amare."